$990
Circuito di 8 giorni in Terra Santa
Data di partenzaDicembre 28
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Circuito di 5 giorni in Armenia Occidentale (Armenia storica)

Mappa dell’itinerario
Prezzo del circuito: da 0 USD Durata del circuito: 5 Giorni Distanza del circuito: 2600 km ( 1615 miles ) Tipo di circuito: Armenia Occidentale

Numero minimo di persone -15.
Se il numero è  inferiore a quello specificato sopra, ci sarà un aumento del prezzo,  secondo il numero di partecipanti.

Giorno 1

Partenza da Yerevan alle ore 5:00 di mattina. Passando per  Gyumri,  ci dirigiamo verso Akhalkalaki, il capoluogo di Javakhk. Passaggio della frontiera armeno - georgiana a Bavra.  Dopo il riposo, partenza per il confine georgiano-turco.
Dopo aver attraversato la frontiera, saremo sull’Altopiano Armeno, la maggior parte del quale / circa 140000 km ² / si trova in Armenia Occidentale. Il percorso è così bello e attraente, che non  ci si rende conto d’ aver fatto 140 km ed arrivati a Kars. Kars è una delle cinque capitali  armene che si trovano in Armenia Occidentale. Nel 928, Kars diventa la 10° capitale dell'Armenia. Dopo il pranzo al ristorante "Ojakh Bashi", dove i pasti sono molto gustosi, ed un piccolo riposo, iniziamo il giro della città.  La chiesa dei Santi Apostoli costruita durante il regno del re armeno Abas Bagratuni / 928-953 /, é una bellissima struttura a cupola centrale, ancora in piedi, ma trasformata in moschea. Ammiriamo la bellezza della fortezza di Kars, chi desidera  può salire fino alla fortezza da dove si apre un magnifico panorama  sulla città. Camminiamo sul ponte di San Vardan, vediamo le case a due piani ben conservate, costruite in pietra nera, le rovine della  casa paterna di Charents.
Pernottamento presso l’ hotel Grand Ani 4 * a Kars.

  • un panorama sulla città
  • La chiesa dei Santi Apostoli
  • fortezza di Kars
  • fortezza di Kars
  • Kars
Giorno 2

Partenza per Ani. Siamo accolti dai bastioni Smbatashen, sui quali, in fronte dell’ingresso, si vede lo stemma della dinastia dei Bagratidi – leone corridore. Nel 961, Ani diventa la  11° capitale dell'Armenia. Ani è famosa per le sue chiese. La Madre Cattedrale costruita dall’architetto Tiridate  tra 989 e 1001, è considerata come il capolavoro dell'architettura armena. La chiesa di Santissimo Redentore /1035/, la sua struttura generale era così solida, che anche quando è crollata , il duomo non è stato danneggiato. La chiesa di Honents ,sia all’interno che all’esterno, è decorata con bassorilievi ed affreschi.
Partenza per Van. La prossima tappa – il Monte Ararat. E 'il sogno di tutti gli Armeni di mettere almeno una volta, i piedi su  Massis. Saliamo in pulmino a 2000m e facciamo un pic-nic sulle pendici della montagna.  Approfittando della fortuna di essere sull’Ararat, lo spirito arricchito, proseguiamo per uno dei posti più paradisiaci dell’Armenia Occidentale, la prima capitale armena, Van. Sulla strada – una sosta a Bayazet dove vedremo la fortezza, il palazzo di Isaak Pacha, anche il miracolo  scolpito dalla natura, la cascata di Berkri.
Arrivo a Van verso le ore 18: 00. La prima visita è  la fortezza di Van, costruita all’epoca  urartea, dove  si trovano i mausolei di Argishti, di Menua, di  Russa. Visita della Porta di  Mher che non si apre mai.
Pernottamento presso l’hotel Haldi 4*, cena al ristorante dell'hotel dove sono serviti vari piatti deliziosi.

  • La Madre Cattedrale
  • La chiesa di Santissimo Redentore
  • La chiesa di Honents
  • la fortezza di Bayazet
  • la cascata di Berkri
  • Van
Giorno 3

Dopo la prima colazione, partenza per Varagavank, il luogo spirituale più notevole della regione di Vaspurakan (fondato alla fine del 10 °secolo). Sulla strada per l'isola di Akhtamar, facciamo circa 40 km lungo le rive del lago di Van. Non si può fare a meno di ammirare la bellezza delle acque azzurre del lago chi si presenta come una perla nel cuore dell’Armenia Occidentale. 15 minuti di barca per raggiungere l'isola di Akhtamar. Avvicinandosi all'isola, siamo accolti dalla chiesa di Santa Croce- testimone silenziosa della ricchezza e gloria  della famiglia Artsruni. Costruita dall’architetto Manvel tra 915 e 921.
Pranzo al ristorante "Akhtamar" sulle sponde del lago, l’unico posto dove è servito il famoso tarekh di Van. Riposo, nuoto, approfittiamo del lago di Van circa per 4 ore. Partenza per Datvan.
Pernottamento presso l’hotel Grand Iskender 4*.

  • la chiesa di Santa Croce
  • la chiesa di Santa Croce
  • Isola di Akhtamar
  • il lago di Van
  • il lago di Van
Giorno 4

Dopo la prima colazione, lasciamo la regione di Vaspurakan e partiamo per Taron, a Mush (circa 220km). A Mush, è importante di vedere i ruderi della chiesa di Santa - Marinè ed il Cimitero armeno, dove sono sepolti le ceneri di Gevorg Chaush.
Pranzo al  ristorante nel parco di  Mush e  partenza per il ponte di Sulukh sul fiume Aratsani, dove in una battaglia ineguale è stato ucciso Gevorg Chaush. Partenza per Erzurum. Arrivo circa  alle ore 19.00.
Sistemazione in hotel «Palan Renaissance» 5*. Cena in ristorante dove sono serviti vari piatti abbondanti.

  • il ponte di Sulukh
  • chiesa di Santa Marinè
  • la chiesa di Santa Madre di Dio
  • la fortezza di Erzurum
  • la fortezza di Erzurum
Giorno 5

Dopo la prima colazione, una breve visita della città (la fortezza di Erzurum, la Chiesa armena, il Collegio Sanasaryan), partenza per la frontiera. In strada, una sosta al Ponte del Pastore, alla confluenza dei fiumi Araxe e Murts, vedremo anche la fortezza Nassen. Intorno alle ore 16:00,  abbiamo la cena d'addio al ristorante.
Arrivo a Yerevan tra le ore 22.00 - 23.00.

Ulteriori informazioni

Testimonianze

Artyom Kosakyan

Quando vedo con i miei occhi quelo che abbiamo perso, sento la sua grandezza. L’ho sentito con ogni cellula del mio corpo. Allora, mi sono fatto due domande: chi dice che il Paradiso non esiste, chi dice che Dio non fa miracoli. Contesto. Dio ha fatto questo miracolo ed io ero in Paradiso.  Forse le parole non bastano per descrivere le sensazioni che ho avuto in Armenia Occidentale. Visitando le nostre vecchie città maestose, ho sentito le lacrime  soffocare la gola.  E 'stato forse perche i ragazzi non piangono, o forse le lacrime non scorrevano , ma indurendo nel mio cuore, si trasformavono in rabbia ed odio. Come non arrabbiarsi se sappiamo che li, ogni pietra è tua,   ma sono i bambini turchi o curdi che giocano tra queste pietre.  Ho avuto il cuore stretto ricordando le parole di mia nonna : "Sono gelosa dei tuoi occhi . " E ' solo adesso che capisco il significato delle sue parole e sono d'accordo con lei, bisogna essere gelosi di miei occhi. Ogni Armeno  vorrebbe  visitare la terra dei suoi antenati, che si unira con l’Armenia attuale ed  avremo l’Armenia da mare a mare. Presento  la mia profonda gratitudine  ai responsabili di “Il cavaliere armeno”  e l'agenzia " Anitour "  di avermi  dato  tali momenti  meravigliosi.

Artyom Kosakyan studente
Lilith Hovanyan

Kars, Ani, Igdir, Berkri, Van, Akhtamar, Mush, Erzurum ... Sono così care, così vicine. In Georgia sentivo un'ansia che è inevitabile in un paese straniero. Qui, no. Turchi e Curdi sono spiacevoli come gli ospiti che soggiornano a lungo. Giriamo in Armenia Occidentale. E ' un sogno, un desiderio, una nostalgia e un scopo, misterioso, impalpabile, ma reale. Non posso descrivere quello che ho sentito, visto e sentito qui. Ci sono cose che vanno nel profondo del nostro cuore e la nostra coscienza, rimangono lì e si cristallizzano. Lasciando ogni fortezza, ogni chiesa e monumento, volevo piangere e buttarmi tra le loro braccia, pero  mi trattenevo.  Non è necessario che le loro antiche ferite si inzuppano ancora una volta con le mie lacrime salate.  Prego Dio di darmi la forza e la capacità di apprezzare quello che posseggo.

Lilith Hovanyan .
Terza Karapetyan, Basselin Guillaume

Grazie ad "Anitour" per la scoperta di questi  luoghi meravigliosi.  Vedere  Ani è il sogno di ogni Armeno,  mi  sento molto felice oggi, di aver potuto, grazie a voi, scoprire le nostre antiche terre sacre,  e il cuore pieno di ricordi meravigliosi,  torno  in Armenia.  Sono anche molto soddisfatto dell’ organizzazione "Anitour": eccellenti alberghi, buon cibo.  Parteciperemo  ancora volentieri ad altri viaggi. Grazie di tutto.

Terza Karapetyan, Basselin Guillaume capo dei paesi della CSI
Ira Voskanyan

Grazie ad "Anitour" ho visitato un certo numero di città in Armenia Occidentale.  Una sensazione di felicità, perché, finalmente, sono stata  nella terra dei miei nonni, sembrava che stavano parlando con noi, ci sorvegliavano con lo sguardo.
 Ho avuto una sensazione di dolore e di rimpianto, che tutto è così vicino  eppure così lontano di noi ...
Quando ho visto i testimoni  silenziosi del nostro stato d`animo spirituale, ho avuto una stretta al cuore: cattedrali abbandonate, iscrizioni danneggiate, pietre ferite ... Il lago di Van è un miracolo,  l'isola di Akhtamar con la chiesa miracolosa di Santa Croce, con il tarekh di Van.  Ringrazio  "Anitour"  per le escursioni divertenti e toccanti, atteggiamento caloroso e attento.

Ira Voskanyan insegnante
Nune Khachatryan

Inaspettatamente, si è realizzato il sogno della mia infanzia. Il pellegrinaggio nella terra dei nostri antenati generava le emozioni contraddittorie nella mia anima. Dovrei andare o non andare? È giunto il momento.  Insieme con mio marito e mia figlia, abbiamo deciso di partecipare a questo viaggio. Con impazienza, volevo vedere  il luogo di nascita di miei nonni.
Per primo, ci accoglie la città di Ardahan. Sono rimasta stupita dai bei colori : foreste enormi , campi ... Siamo arrivati a Kars. Mio nonno era originario di Kars.  Nonostante me, il mio cuore ha cominciato a palpitare. Le emozioni strangolavano la mia gola, le lacrime scorrevano dai miei occhi.  Era difficile. Abbiamo visitato Ani, Van, Igdir, Mush, Erzerum. Siamo saliti  sulle pendici dell` Ararat. Abbiamo partecipato alla messa nella chiesa della Santa Croce sull'isola di Akhtamar. Lasciando ogni luogo, mi sembrava di strappare un pezzo del mio cuore e lasciarli lì. Un dolore sordo soffocava la gola. Ma cosa potevo fare?  L' unica cosa che resta da fare è di vivere e chiedere Dio di ristabilire la verità storica. Il nostro pellegrinaggio è stato estremamente interessante e pieno grazie alla squadra  di "Anitour".  Ringrazio con tutto il cuore il signor e la signora Arushanyan, loro figlio. Che Dio vi dia la buona salute e lunga vita, perché fate un lavoro patriottico, enorme, inestimabile.

Nune Khachatryan insegnante
Mariam Sarkissyan

E’ il mio secondo pellegrinaggio in Armenia Occidentale.  Questa volta sono stata accompagnata dai miei genitori.  Il pellegrinaggio era eccezionale, perché abbiamo avuto l'opportunità di partecipare alla messa presso la Chiesa di Santa Croce di Akhtamar e ricevere il sacramento.  Ho sentito il dolore di vedere il nartece della chiesa di San Segno di Varagavank crollato durante il terremoto  di Van, come distruggono le ultime vestigine nel quartiere armeno di Mush. Com’ è sempre il caso, la famiglia Arushanyan ha tutto organizzato in un alto livello. Grazie a loro, mio padre   ha trovato il paese di suo nonno, Berdaghe.  L' emozione è stata indescrivibile. Grazie agli Arushanyan per questo lavoro  patriottico e gratificante. Non dobbiamo dimenticare che siamo un popolo che ha vissuto il genocidio, che ha perso la sua patria.  La parte occupata della nostra patria, prima o poi si unira con  la Repubblica di Armenia. Su questo punto, trovo necessario di citare le parole del  grande romanziere Raffi : " Chi non conosce la sua patria , non può amarla veramente".

Mariam Sarkissyan critico d'arte, storico
Hovhannes Hakobyan

Grazie alla famiglia Arushanyan di averci reso questo servizio, di permettendoci di visitare la patria perduta. Gli antenati di mia moglie sono migrati da Bayazet, mio nonno è nato a Erzurum.  A metà si è realizzato il mio sogno di salire Ararat. Per volontà del Creatore, l'anno prossimo salirò fino alla cima della montagna.  E ' difficile di spiegare quello che abbiamo sentito: per primo, la gioia di avere un paese cosi paradisiaco, e il dolore che appartiene agli stranieri. Al ritorno, il sentimento di delusione e di incertezza. Lo straniero prende cura del nostro paese e noi distruggiamo e dissacriamo questa manciata di terra che ci è rimasta, che stiamo perdendo. Per i massacri accuso tutti: il Turco, il Curdo, il Russo, ma noi siamo i veri colpevoli, noi, che abbiamo perso i valori spirituali, ci siamo allontanati dalle nostre radici. Il ritorno alle nostre radici è l'unica salvezza della nostra nazione.

Hovhannes Hakobyan orefice

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